Isolamento sottotetto con poliuretano a spruzzo
Pubblicato il · Aggiornato il · A cura di Staff Ranghetti
L'aria calda è più leggera della fredda: si raccoglie nella parte alta dell'abitazione e va a contatto con la soletta del sottotetto, che d'inverno è la superficie più fredda dell'involucro. Attraverso quella soletta si disperde tra il 30% e il 45% del costo del riscaldamento. Qui sotto trovi come si isola, con quali spessori e con quali limiti.
Soletta o sottotegola: dove applicare l'isolante
Quando il sottotetto è basso e non utilizzabile come mansarda, conviene isolare la soletta anziché il sottotegola. Le ragioni sono misurabili.
La prima riguarda il volume. Isolando il sottotegola si include il sottotetto nel volume dell'abitazione, e più volume da climatizzare significa più consumo a parità di isolamento.
La seconda è la superficie. La falda del tetto ha una superficie sensibilmente maggiore della soletta piana sottostante: più metri quadri da isolare, più dispersione residua e più materiale da posare.
Poi c'è il comportamento estivo. Su un tetto poco ventilato una parte dell'irraggiamento che colpisce le tegole attraversa comunque l'isolante e scalda il sottotetto, trasferendo calore ai locali abitati. Isolando la soletta quel calore resta sopra la barriera.
L'ultimo motivo è il costo di intervento: fra maggiore superficie, ponteggi e lavorazione in quota, il sottotegola arriva a costare molte volte la soletta.
La regola si ribalta quando il sottotetto è abitabile o lo diventerà. In quel caso il piano da isolare è la falda, perché il volume sottostante va climatizzato.
Il materiale: Ranghettisol RMS 35-40
Poliuretano espanso rigido bicomponente, applicato a spruzzo, che polimerizza in opera formando uno strato continuo aderente al supporto. I valori dichiarati:
- Conducibilità termica λ = 0,022 W/mK, misurata secondo UNI EN 12667:2002
- Resistenza a compressione fcc = 0,817 kg/cm², secondo UNI EN 826:1998
- Marcatura CE con dichiarazione di reazione al fuoco, conducibilità termica, adesione ai substrati e resistenza a compressione
Lo strato non ha giunti né tagli, quindi non si formano ponti termici in corrispondenza di travi, cordoli e canne fumarie. Una volta indurita la superficie regge il passaggio per manutenzione senza tavolato di protezione.
Il valore di conducibilità è ciò che rende questo materiale interessante sui sottotetti bassi, dove l'altezza libera è il vincolo principale.
Spessori
Lo spessore si decide in funzione della trasmittanza da raggiungere e dell'altezza disponibile. Due riferimenti pratici.
Per ottenere l'isolamento di 8 cm di poliuretano a spruzzo servono oltre 12-14 cm di materiali fibrosi tradizionali. Su un sottotetto con altezza ridotta la differenza è dirimente.
Su un sottotetto non abitabile, dove l'obiettivo è ridurre la dispersione e proteggere il solaio da eventuali stillicidi dalla copertura, si lavora spesso a spessori contenuti, calibrati sull'altezza disponibile.
Lo strato coibente va mantenuto il più costante possibile: le disomogeneità di spessore diventano disomogeneità di resistenza termica.
Preparazione del supporto
La schiuma aderisce a quasi tutti i supporti, ma l'adesione richiede un piano di posa pulito. Su un sottotetto già isolato con lana di roccia o lana di vetro la sequenza è questa:
- Rimozione integrale del vecchio isolante fibroso
- Pulizia completa del pavimento del sottotetto
- Verifica di eventuali punti di infiltrazione dalla copertura
- Applicazione a spruzzo
Durante la rimozione dei materiali fibrosi si sollevano particelle, quindi servono maschere anti-polvere adeguate. Il materiale rimosso è un rifiuto da conferire secondo normativa e non va smaltito con i rifiuti comuni.
Posa e polimerizzazione
Il poliuretano viene spruzzato direttamente sul supporto e si espande in opera. La polimerizzazione si completa in pochi minuti: da quel momento la schiuma è chimicamente inerte e insolubile, non rilascia sostanze e non costituisce nutrimento per muffe o roditori.
Non serve predisporre un piano di posa complesso né supporti meccanici. È uno dei motivi per cui su un sottotetto sgombro l'applicazione si esaurisce in tempi brevi.
Confronto con gli altri isolanti da sottotetto
| Poliuretano a spruzzo | Lana di roccia o di vetro | Cellulosa insufflata | |
|---|---|---|---|
| Continuità dello strato | Strato unico, senza giunti | Pannelli o rotoli, con giunti da curare | Continua, soggetta ad assestamento nel tempo |
| Spessore a parità di resa | Il più contenuto | Circa una volta e mezza | Circa una volta e mezza |
| Calpestabilità | Sì | Richiede un tavolato | Richiede un tavolato |
| Comportamento con l'umidità | Non assorbe acqua | La prestazione cala se il materiale si bagna | La prestazione cala se il materiale si bagna |
| Reversibilità | Bassa, aderisce al supporto | Alta | Media |
Quando il poliuretano a spruzzo non è la scelta giusta
Su intercapedini chiuse o sottotetti senza accesso praticabile la posa a spruzzo non è eseguibile, e si valuta piuttosto l'insufflaggio.
Se serve un intervento reversibile il poliuretano è la scelta sbagliata: aderisce in modo permanente al supporto, e su solai storici o vincolati questo può diventare un problema.
Se il tetto ha infiltrazioni non risolte, isolare sopra un problema di tenuta lo nasconde senza risolverlo. Prima si ripara la copertura.
Voci di capitolato e documentazione
Le voci di capitolato per l'isolamento del sottotetto in poliuretano a spruzzo sono scaricabili nella sezione dedicata, insieme alle certificazioni del materiale.
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