Poliuretano a spruzzo calpestabile: quando si può camminare sopra e quando serve una protezione

Poliuretano a spruzzo calpestabile: cosa sapere

Pubblicato il · Aggiornato il · A cura di www.isolamento-poliuretano.it by Ranghetti Art Proget

Il poliuretano a spruzzo è calpestabile? In alcuni sistemi e applicazioni sì, ma è importante capire cosa si intende realmente per “calpestabile”. Poter accedere occasionalmente a un sottotetto per un'ispezione è molto diverso dall'utilizzare quella superficie come un normale pavimento, camminarci frequentemente o appoggiarvi carichi concentrati.

La risposta dipende dalla formulazione del poliuretano, dalla sua densità, dalle caratteristiche meccaniche, dal supporto sul quale viene applicato e soprattutto dall'uso previsto della superficie.

Prima di decidere come realizzare l'isolamento è quindi meglio chiarire un punto: calpestabile non significa necessariamente pavimentabile, carrabile o adatto a qualsiasi carico.

Cosa significa realmente poliuretano a spruzzo calpestabile?

Quando si parla di poliuretano a spruzzo calpestabile ci si riferisce generalmente a una schiuma poliuretanica rigida che, una volta applicata e correttamente stabilizzata, presenta caratteristiche meccaniche compatibili con un determinato tipo di passaggio.

Ma la parola “calpestabile” da sola è troppo generica.

Bisogna distinguere almeno tre situazioni:

  • passaggio occasionale per ispezionare un sottotetto o raggiungere un impianto;
  • passaggio frequente di persone;
  • utilizzo della superficie come vero e proprio pavimento, eventualmente con mobili, scaffalature o altri carichi.

Si tratta di condizioni molto diverse tra loro e non devono essere confuse.

Si può camminare direttamente sul poliuretano di un sottotetto?

Un caso molto frequente riguarda il solaio di un sottotetto non abitabile.

In queste situazioni il poliuretano a spruzzo può essere applicato direttamente sul solaio per creare uno strato isolante continuo. Se il sistema utilizzato possiede caratteristiche meccaniche adeguate, la superficie può consentire il passaggio necessario per normali operazioni di controllo o ispezione.

La documentazione tecnica relativa al sistema Ranghettisol RMS 35-40 utilizzato da Ranghetti Art Proget indica una densità applicata nell'ordine di 35-40 kg/m³ e ne prevede l'impiego, tra le altre applicazioni, su sottotetti e pavimenti.

Nella documentazione specifica dedicata all'isolamento dei sottotetti viene inoltre indicata la possibilità di una superficie pedonabile per ispezione.

Questo chiarisce però anche il limite del concetto: poter attraversare il sottotetto quando necessario non equivale a trasformarlo automaticamente in una stanza con un normale pavimento.

Calpestabile non significa pavimento finito

Questo è probabilmente l'equivoco più importante da evitare.

Il poliuretano applicato a spruzzo nasce innanzitutto come materiale isolante. La superficie ottenuta non deve essere immaginata come quella di una piastrella, di un parquet o di un massetto perfettamente piano.

L'applicazione a spruzzo genera infatti una superficie che può presentare una naturale irregolarità. Lo spessore viene realizzato in funzione dell'intervento progettato, ma il risultato non nasce con lo scopo di ottenere una finitura estetica da pavimento.

Se il locale deve diventare praticabile in maniera continuativa, utilizzabile come deposito oppure destinato ad altri usi, bisogna quindi valutare se sia necessario realizzare uno strato di protezione o una successiva pavimentazione.

Da cosa dipende la resistenza al calpestio?

Non tutte le schiume poliuretaniche hanno le stesse caratteristiche. Parlare semplicemente di “schiuma” senza conoscere il sistema utilizzato può essere fuorviante.

Tra i parametri da considerare ci sono:

  • tipo di poliuretano utilizzato;
  • densità del materiale;
  • resistenza a compressione dichiarata;
  • spessore applicato;
  • caratteristiche e regolarità del supporto;
  • destinazione d'uso della superficie;
  • frequenza del passaggio;
  • presenza di eventuali protezioni superiori.

Per questo motivo non è corretto stabilire la calpestabilità basandosi soltanto sul fatto che il materiale sia “poliuretano”. Occorre riferirsi alle caratteristiche del prodotto e del ciclo realmente utilizzato.

Poliuretano a spruzzo sotto un pavimento: come funziona?

Un'altra situazione è l'isolamento di pavimenti e solai con poliuretano a spruzzo.

Qui il materiale può essere utilizzato come strato isolante all'interno del pacchetto costruttivo. Il suo compito principale non è diventare il pavimento sul quale cammineremo ogni giorno, ma creare uno strato termicamente isolante continuo sotto gli elementi che completeranno la pavimentazione.

Il progetto può prevedere, a seconda della struttura, massetti, strati di ripartizione o altre finiture sopra il materiale isolante.

La superficie sulla quale si cammina normalmente sarà quindi quella prevista dal pacchetto costruttivo definitivo, non necessariamente il poliuretano lasciato a vista.

E in un sottotetto utilizzato come deposito?

Qui la valutazione deve essere ancora più attenta.

Se nel sottotetto bisogna soltanto entrare occasionalmente per controllare il tetto o raggiungere un impianto, l'esigenza è una.

Se invece si vuole utilizzare il locale per depositare scatole, mobili o altri oggetti, cambiano completamente i carichi e la frequenza d'uso.

Un piede esercita un determinato carico distribuito su una superficie. La gamba di uno scaffale o di un mobile può invece creare un carico molto più concentrato in uno spazio ridotto.

Per questo non bisogna dedurre dalla semplice possibilità di camminare sulla superficie che questa possa sostenere qualsiasi utilizzo.

Quando il sottotetto deve essere sfruttato realmente, è opportuno comunicarlo prima dell'intervento in modo che possa essere valutato l'intero sistema.

Il poliuretano può essere lasciato completamente a vista?

Anche questa domanda non ha una risposta universale.

Dipende dal punto dell'edificio nel quale viene applicato, dalle caratteristiche del sistema, dalle condizioni ambientali e dalla destinazione d'uso.

In alcuni contesti il materiale isolante può rimanere tecnicamente accessibile, mentre in altri può essere necessario o opportuno proteggerlo con altri elementi del pacchetto costruttivo.

La scelta deve quindi essere effettuata in relazione all'applicazione concreta e non partendo dal presupposto che tutte le superfici in poliuretano debbano essere trattate nello stesso modo.

Come capire se il poliuretano è adatto al tuo caso?

Prima di realizzare l'intervento conviene spiegare con precisione come verrà utilizzata la superficie.

Per esempio:

  • il sottotetto resterà chiuso e verrà utilizzato soltanto per ispezioni?
  • bisognerà raggiungere periodicamente caldaie, impianti o antenne?
  • verrà utilizzato come deposito?
  • si vuole recuperare il locale e renderlo abitabile?
  • il poliuretano sarà applicato sotto un massetto?
  • son

Sei interessato?

Scrivici, siamo qui per aiutarti!

Tutti i campi sono obbligatori

Ho letto l'informativa sul trattamento dei dati personali e acconsento all'invio della richiesta.

Contattaci